Per me tu sei la foto di due ragazzini, sul sedile di dietro di una Citroen Pallas, in questi viaggi interminabili, verso la Puglia, la Sardegna, l'Alto Adige. Tu sei un mucchio di cassette C60 TDK, con qualche canzone registrata alla radio, qualche altra dal vinile di un amico. Le pile, un mangianastri e la voce di questo omino che era nato dove studiava tuo padre ed andava in vacanza dove era nata tua madre.
E le canzoni che dicevano cose più grandi di te, quando parlavano
del treno Palermo-Francoforte, di Sonni boy che di notte va a caccia,
o di una bimba che si chiamerà Futura. E a me parevano bellissime e
mi dicevo che un giorno avrei capito fino in fondo tutto. E alla fine
non ho mica capito ma mi sono rimaste le immagini e lo stupore, quel
rimanere a bocca aperta a vedere una mongolfiera che si alza piano
piano, la sensazione di chi ha viaggiato mille notti per arrivar di giorno, ed alla fine è arrivato a pezzi, su una vecchia bicicletta da corsa, con gli occhiali da sole e il cuore nella borsa.
Perché
alla fine avevi ragione tu, non c'è niente da capire, basta sedersi ad ascoltare.
Grazie

1 commenti:
E' un bellissimo tributo
Posta un commento