Sui razzisti ho già scritto e nonostante sia un vecchio rincoglionito non mi va di ripetermi. Quello che sta accadendo in questi giorni a Torino e a Firenze per me ha poco a vedere con il razzismo. Sarebbe facile dire che sono loro, che noi non lo faremmo mai, che solo un fascista di ultradestra potrebbe compiere un gesto così atroce. No, la questione riguarda tutto il paese, riguarda la sua voglia di vedere il futuro, riguarda il modo in cui ci alziamo la mattina ed in cui dormiamo la sera, quando si riesce a dormire.
Io per strada, nei posti di lavoro, nei supermercati, vedo persone esasperate, cupe, che si chiedono che succederà tra qualche mese, se ce la faranno a pagare le rate del mutuo, che pensano di vendere la macchina perchè non se la possono permettere, che sanno con certezza che se devono andare dal dentista sono fottute per tutto l'anno. In un clima come questo perdere il senso della realtà è un attimo. Sei un pazzo di ultradestra? Prendi una pistola e spari ai primi neri che incontri. Sei un ragazzetto di ultrasinistra? Ti fai una molotov e la tiri alla sede di una banca. Sei un cittadino di un quartiere difficile? Scendi in strada e dai fuoco al primo campo nomadi. Ti serve solo una scusa, un pretesto, ma tu sei già pronto.
La realtà è che per quanto civile un paese sia ci saranno sempre delle minoranze di immani testedicazzo pronte a dar fuoco al diverso, negro frocio o ebreo che sia e questo è un problema di ordine pubblico. Il problema vero però è che dentro ognuno di noi cresce ogni giorno un male scuro, una rabbia profonda, un senso di ingiustizia e di impotenza che da qualche parte prima o poi dovrà trovare sfogo. Sarà il vicino che tiene la radio troppo alta? Sarà quello con il SUV che ci ha parcheggiato in doppia fila? Sarà il vu cumpra' che vende collanine? Il negozio del cinese? Il rumeno (pseudo) violentatore? Quei due ragazzi che si baciano sfacciatamente in mezzo di strada? Ve ne potrei citare a decine di scuse, nascondiamoci dietro il confortante pensiero "sono fascisti", "sono leghisti", "sono intolleranti" ecc. Prima o poi se non curiamo la rabbia che ci teniamo dentro toccherà anche a noi. Questi pazzi sono solo dei tuoni. La tempesta deve ancora arrivare.
You better take cover
Etichette: disperazione, Fatiche quotidiane, Razzismo
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3 commenti:
Ho avuto anch'io la stessa sensazione, che sia solo la punta di un iceberg dalla profondità ignota. Il problema è che l'esternazione di tali perplessità da parte mia, vengono accolte come un profondo stato di pessimismo o esagerazione di azioni che in fondo ci sono sempre state. Spero davvero di essere un pessimista e di non aver sviluppato la sindrome di cassandra.
Il fatto di essere almeno in 2, in un certo senso mi ricuora.
Oddio quanto è vero !
La rabbia rende cechi.. Quanto hai ragione.
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