Oggi hanno fatto beato papa Giovanni Paolo II. Io non ho mai conosciuto quel papa però anni fa ho conosciuto due santi. Erano un frate ed una suora che vivevano insieme sotto sfratto in un convento che la curia aveva deciso di vendere per farne un albergo. Era un sabato mattina, i loro ospiti dormivano ancora tranne Hamed che era un ragazzino della nostra età, 18 anni, ma non poteva ancora incontrarci perchè era Musulmano ed era periodo di Ramadan, poteva incontrare le ragazze solo dopo il tramonto.
Andammo a messa, io mi misi in prima fila accanto ad una signora che commentava tutto ad alta voce. Il frate poteva dire messa pubblicamente solo di sabato perché il vescovo gli aveva proibito di dirla la domenica. Nessuno andava più alla chiesa del paese per andare ad ascoltare lui ed il prete aveva protestato. Mi ricordo che la messa cominciò così. "Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Martedì scorso c'è stato l'incontro con don Fabio, quello della comunità dei tossico dipendenti. Eravamo in 5. Oggi c'è la chiesa piena. Se pensate di andare in paradiso così non avete capito nulla. Preferisco avere la chiesa vuota alla messa e vedervi tutti agli incontri del martedì. Così mi fate felice perché qualche speranza di andare in paradiso ce l'avete. Ed ora cominciamo, nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo".
Passavano il tempo in giro a cercare extracomunitari, travestiti, drogati, puttane. Cercavano qualsiasi disperato non avesse un tetto. Gli proponevano di andare a dormire da loro. Poi se volevano imparare un mestiere gli potevano insegnare qualcosa, se volevano entrare in contatto con qualche comunità idem, se volevano continuare la loro vita nessun problema. "Perché comunque se hai un tetto, un letto e qualcuno con cui parlare che non ti giudica stai già meglio, ti senti un figlio di Dio che è un altro modo di dire essere umano. E se capisci che sei ancora un essere umano e che non sei solo ti dispiace buttare via la tua vita".
Fino a stasera però mica avevo capito perché erano dei santi, ma stasera, ascoltando una canzone (non bellissima) di Lucio Dalla l'ho capito. Erano santi perché loro non cercavano nelle processioni ma tra i più poveri e più soli, quelli presi tra le reti. Li riconoscevano e li volevano con loro. Ora ho capito cosa fanno i santi. Sono cercatori di angeli. E' per questo che loro, imbalsamati in una bara in mezzo ad una piazza non li vedrete mai.
Etichette: Fatiche quotidiane, santi
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4 commenti:
Bellissimo post, mi ha toccato.
questo tipo di persone ti riconcilia con la fede, se ce l'hai
"Se do il pane ai poveri, tutti mi chiamano santo; se dimostro perchè i poveri non hanno pane, mi chiamano comunista e sovversivo".
(Don Helder Camara)
Sarebbe un suicidio per la Chiesa non dico celebrare, ma anche solo lasciare spazio alle lotte degli ultimi autentici preti di strada (penso ad esempio all'amico don Gallo) che scoperchiano i pozzi di ipocrisia e di lordura del potere religioso.
E tutto questo senza nemmeno prendere a calci una ambulanza...
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