
Oggi è giorno di festa, di festa vera e per tutti, di quelle che si devono festeggiare col cuore per dire grazie a quelli che hanno avuto il coraggio di lottare. E molti hanno lottato fino alla morte contro chi voleva fare di questo paese la tomba di ogni forma di libero pensiero, chiudere tutto dentro la retorica di patria, obbedienza, duce e ridurre una nazione ad un gregge di pecore devote ad un pastore ottuso e sanguinario. E mica li aveva costretti nessuno, potevano starsene a casa tranquilli, tirare a campare. Ma c'era una voce che li chiamava, e sono dovuti partire, e andare sulla montagna.
Ma oggi è giorno di festa e anche io voglio fare qualcosa di speciale, e allora mi metto una vecchia canottiera da corsa, roba di una vita fa, che mi hanno regalato ad una corsa a cui non mancavo mai, dieci chilometri tutti d'un fiato sulle colline di Firenze, alla Fonte dei Seppi. E a mettermi questa canotta con quel buffo disegno di quattordici ragazzi che mangiano su un prato mi vengono in mente le tante volte che l'ho fatta quella corsa, i compagni di mille gare podistiche che li ritrovavi tutti lì, quelli che tornavano dal mare, quelli che rimandavano le vacanze, quelli che raccontavano della moglie incazzata che gli aveva urlato "te tu sei grullo, e ti viene un coccolone a correre con questo caldo!". E mica aveva tutti i torti, con quegli ultimi 6 chilometri di salita al sole, che più che una corsa era una penitenza, un pellegrinaggio,ma c'era una voce, in cima alla montagna che ti chiamava e noi pochi l'avevamo sentita e ci sentivamo dei privilegiati.
E poi all'arrivo l'acqua della fonte che ancora si poteva bere, pane e marmellata, il tè con tanto zucchero e quei vecchi con il gonfalone che ti guardavano, ed ogni anno sentire e risentire le loro storie, vedere con gli occhi di un altro la guerra, la sofferenza, farsi raccontare la loro vita parlando della battaglia della fonte, vederli piangere perchè da noi i vecchi quando parlano col cuore mica si vergognano a piangere.
Si, oggi mi metto questa strana canottiera da corsa e vado sul mare, a ricordare e a combattere un po' anche io la mia battaglia. E la gente vede questo quarantenne che sbuffa e sotto sotto se la ride pensando "ma sai quanto devi correre per smaltire il pranzo di pasqua?". Ma io invece sono felice, perchè faccio di nuovo quello che per me significa libertà, e penso a quel luglio di tanti anni fa, alle bandiere, alla tromba che suona il silenzio, ai vecchi che si commuovono e mi commuovo anche io perchè penso che siamo liberi, liberi tutti! E anche io porto in giro quel piccolo simbolo che sta lì, in alto a sinistra. Che è la parte del cuore.
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3 commenti:
Posso sfogarmi un po' qui? Sì? Grazie!
Volevo solo dire che ogni anno, in questa giornata, da qualche parte si legge che non è giusto, che allora eravamo tutti uguali, che non esisteva parte giusta e parte sbagliata, beh, mi dispiace ma resistenza e fascismo NON SONO MAI STATE LA STESSA COSA e non lo saranno mai e, siceramente mi sono rotto di sentir dire che se non ci fossero stati i giovani neri avremmo avuto la dittatura del comunismo, basta. Basta col dire che chi si dice fascista è uguale a chi si dice comunista MI SONO STANCATOOOOOOOOOO!!!
Buon 25 aprile amico mio, ti abbraccio forte
ps
scusa lo sfogo
Grazie.
Buon 25 aprile Simone. Anche ai tuoi bimbi, che sono tanto fortunati ad avere un papà che gli racconterà questi ricordi e gli insegnerà a riconoscere anche nella fatica e nel sudore della salita il sole e la voce della libertà.
Ho preso la macchina e con enorme piacere ho portato il migliore amico di mio nonno (91 anni) ad questi incontri, lo porto sempre io, forse perchè è un modo per ricordare sempre il mio nonno e quello che mi ha lasciato: la libertà.
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