Certi lavori gli italiani non li vogliono più fare

Anche se siamo a fine estate una bella caprese ci sta proprio bene. Mozzarella di bufala, pomodori e basilico. Ottima! A noi piace così, gustata a cena, magari in un posto con vista, una leggera brezza, una persona speciale accanto. Peccato che quella caprese puzzi di sudore di negro (eh si, non neRo, neGro), quello che se ne sta a fare il guardiano delle bufale, quello che raccatta pomodori a nero, quello che concima le piante di basilico. Non il neRo che fa il bodyguard al negozio di Versace, parlo del neGro che fa tutti i lavori sporchi che noi italiani non vogliamo più fare. Però son propri quei lavori che ci permettono di gustare con calma la nostra bella caprese.

Ecco, leggendo il post di SDRENG mi è venuto in mente proprio questo. Al di là degli aspetti economici dell'accordo tra Libia ed Italia, quello che mi colpisce è il fatto che noi, questi quattro disperati che rischiano la vita per arrivare in Italia non li vogliamo. Non li vogliamo nemmeno vedere. Non vogliamo sapere perchè vengono, chi sono, che vogliono. Quando sono qui da noi non possiamo mica prenderli a calci o stiparli in lager. Siamo una democrazia, siamo l'Italia. Certi lavori non li possiamo vogliamo più fare.

Ecco perchè li facciamo fare a Gheddafi. Ci pensa lui a fare il lavoro sporco e a tenerci lontano questa puzza di disperazione, della quale in gran parte siamo responsabili. Così potremo mangiarci in pace la nostra caprese, servita in riva al mare da un cameriere neRo, bello, pulito, integrato.

11 commenti:

Melania ha detto...

Mi trovi assolutamente d'accordo.
Ci si risente dopo un po'.
Ti trovo sembre bene.
A presto.

digito ergo sum ha detto...

sono d'accordo caro. tragicamente d'accordo. e nel dirlo mi sento un po' CiCCi D'Alessio. Ma tant'é.

FulviaLeopardi ha detto...

come darti torto?

Spirito Libero ha detto...

Molti italiani non capisco o fanno finta di non capire che il mondo sta diventando una società multietnica dove i matrimoni misti saranno all'ordine del giorno.
La mia fidanzata e' venezuelana ed intende trasferirsi in Italia entro il prossimo anno. Di sto passo andrò io da lei :-)

MarKino ha detto...

il nuovo ci spaventa. non lo vogliamo.
la sofferenza degli altri ci ricorda che nel mondo si sta male (e che potremmo finire anche noi cosi`). non volgiamo saperlo.

Franca ha detto...

Non è proprio esatto che non li vogliamo...
Noi non li vogliamo vedere, è diverso.
E soprattutto, noi italiani brava gente, vogliamo braccia da lavoro e non persone...

Prefe ha detto...

tanto un giorno ce la faranno pagare...

zefirina ha detto...

avendo in casa degli emigranti ..anche se si potrebbe obiettare di lusso.. dato che lavorano in un paese europeo e sono europei non posso parlare, avendo dei nonni, come già detto, che sono emigrati in un paese più povero del loro, dalla sicilia in egitto, mi sento vicina a tutti quelli che per disperazione, fame o quant'altro vengono a cercare di tirare la carretta qui

regulus21 ha detto...

E io che mi pensavo che parlavi degli insegnanti... ;)

Ed ha detto...

E poi siamo sicuri che lo farà? Cinque miliardi li becca, le autostrade pure, la venere di non so più dove anche, ma se stavolta Berlusconi prendesse un pacco?

Alberto ha detto...

Ma infatti la metà dei precari è composta da braccia sottratte all'agricoltura.