Questa ricetta Lui, il sommo,  l'ha detta solo a me medesimo proprio io (accidentalmente era su "eat parade" ma si sa che i telespettatori RAI non contano). Comunque veniamo alla ricetta che come tutte le ricette avrà degl ingredienti.

Prendete dei carciofi (tipo 4) e levate le foglie per lasciare solo il cuore. Il segreto è levarne parecchie per lasciare davvero il cuore che io però siccome sono tirchio povero non le tolgo proprio tutte tutte che mi piange il cuore e ti chiedo scusa in ginocchio Picchi, in gionocchio sui ceci o sulla pappa la pomodoro, scegli te, oh maestro. Comunque pulite i carciofi, lavateli (senza sgrondarli troppo) tagliateli, io li taglio in 8 parti cioè li taglio in 2, poi la metà la taglio in 2 e ciascun pezzetto ancora in 2 ed ora vi ho dimostrato che quei soldi che hanno speso i miei per farmi laureare in ingegneria non sono stati proprio tutti buttati anche se sono uno sfigato.

Mettete i carciofi un un tegame, meglio alto e stretto, metteteci olio (io ce ne metto tanto perchè poi ci faccio la scarpetta) e quando dico olio intendo olio, quello che alcuni chiamano  Olio Extravergine d'Oliva come se di olio ne esistesse un altro ma per me l'olio è uno il resto è piscio di olivo che non vale nemmeno la pena nominare (e così vi ho fatto vedere che so anche il francese).
Aggiungete un po' di aglio (io tipo per 4 carciofi ci metto un mezzo spicchio tagliato fino fino), prezzemolo abbondante (se vi garba, se no meno abbondante) e pepe.
Poi metteteci anche una fetta di prosciutto tagliata grossa e fatta a dadini. Prosciutto di quello toscano, salato, saporito, non quella mezzasega di prosciutto di Parma "mi raccomando me lo tagli fine fine" "la un si preoccupi signora mia" che invece signora mia LA si dovrebbe preoccupare parecchio a farsi prendere per il culo da quella sciacquaturina di maiale tagliata fine mentre in casa ci ha il prosciuto del casentino, che sarebbe come averci come marito John Holmes e cercarsi Marzullo come amante (tagliato fine).

Insomma alla fine nella pentola avete i carciofi, l'olio (a me MI garba con tanto olio, ve l'ho detto?), il prezzemolo, il prosciutto a dadini, il pepe il sale (che non l'avevo detto maremma majala ma ci va, occhio che il prosciutto è salato quindi attenti a non esagerare).

E adesso viene il bello (signora mia!)

Mettete il tegame sul fuoco, un fuoco vivo, passionale, coprite e lasciate lì per 3 minuti. Sentirete sfrigolii, rumori strani, scoppi, forse odorino di vagamente bruciato e le raffinate mamme toscane diranno "MA 'NFAMATO DEL MAIALE CANE MI FA BRUCIA' TUTTI I HARCIOFI 'STO BUHAIOLO" e invece no! Stolte, affidatevi al maestro (non io, il Picchi). I carciofi non si attaccheranno perchè ci avete messo l'olio e soprattutto perchè tireranno fuori la loro acqua e cuoceranno in quella. Dopo 3 minuti 3 (oh di cronometro eh!!) aprite, girate velocemente il tutto con un mestolo di legno e giù, ritappate e ancora 3 minuti di sofferenza.
Le deboli di cuore, le mamme, le nonne inizieranno a urlare, a strapparsi i capelli, le vesti a dire rosari e quant'altro ma voi imperterriti le terrete a bada con la frusta, con la sedia da domatore e se serve con un poster di John Holmes (arieccolo!). Dopo 3 minuti spengete tutto e lasciate coperto qualche minuto. I carciofi magicamente cuoceranno nel loro calore e nella loro acqua (non troppo SENNO' si ammosciano e addio John Holmes).

Tirate fuori, mescolate e servite. Con tanto pane. Tanto tanto pane.

E fatemi sapere

Il genio della lampada


[interno casa, ore 22.30]
io, se ora apparisse il genio della lampada, e mi vedesse così, scamazzato sul divano dopo aver mangiato 4 teglie di pizza, 2 birre e 5 bignè,

io, se ora apparisse il genio della lampada, e mi dicesse "Padrone" a me, che ho lottato fino a cinque minuti fa con due bambini che sembravano intinti nella farina

io, se il genio mi dicesse "Padrone, sono il tuo schiavo, ordina quello che vuoi ma avrai un solo desiderio" ed io gli dicessi "ma posso ordinare tutto tutto?" 

io, se il genio mi rispondesse "Sono il tuo schiavo, ordina qualsiasi cosa ed io esaudirò" ed io gli dicessi "ma qualsiasi cosa tipo denaro, potere, donne, pace nel mondo?"

io, se il genio mi rispondesse (un po' spazientito ormai) "Ordina un desiderio adesso, un qualsiasi desiderio per quanto enorme ed il lo esaudirò"

io, se il genio mi rispondesse così, che IDDIO mi perdoni, gli direi:

METTI
A
POSTO
LA FOTTUTA
CUCINA

Gli amici e il circo

Io sono fortunato perchè ci ho degli amici bellissimi che mi fanno regali bellissimi e mi hanno regalato una serata al circo quando sono andato a trovarli in Germania perchè loro sono bellissimi però stanno in Germania che però (la Germania) è anche un bel posto ma questo è un altro post (che forse scrivo forse no).  A me piace il circo, non quello degli animali che mi sembrano sempre tristi e meccanici, a me piace il circo degli acrobati, dei giocolieri, dei clown.

E loro mi hanno portato in questo circo in Germania che si chiama Zaila che non sembra nemmeno un circo perchè i tedeschi si sa sono gente seria, gente precisa. E allora il circo è tutto un tappeto rosso, non ci sono panche ma tavoli di ristorante con tanto di candela, cameriere gentili con un filo di trucco che per me il circo è sempre stato segatura e freddo e donne nerborute un po' Moira Orfei, un po' Cicciolina. E qui invece lampadari, e sorrisi e tavolini con sedie comode e ti puoi prendere una birra o cenare, un po' come ti va. E poi calano le luci ed entra un nano che fa una presentazione in tedesco di cui io modestissimamente posso dire di non aver capito proprio una mazza, ma poi parla anche in un'altra lingua che è  la lingua di un popolo di poveracci che hanno girato una vita un po' geni e un po' (un po' di più) buffoni, cioè in italiano e ci presenta Zaila. E poi luci, donne che volteggiano su corde, trapezisti, colossi d'oro con la forza di una montagna e giocolieri e ancora donne e uomini volanti e muscoli e ballerine e musica e risate.

Io quando guardo il circo mi entusiasmo, rido, ho paura, piango, dico "mamma mia ora si ammazza" e poi invece fa il salto mortale  e non si ammazza ed io dico "Evviva! Bravo!". Perchè il circo racconta una storia che è la mia storia ma anche la tua storia, ma forse mi sa proprio che è la nostra storia. Che il circo è come il mare e chi davanti al mare d'estate non ha voglia di togliersi i vestiti e buttarsi in acqua e schizzarsi è morto, come l'avvocato Mengozzi che siede sulla sdraio e scuote la testa mentre gli altri fanno il bagno e si schizzano ma poverino è morto l'avvocato Mengozzi. E sono morti quelli che al circo dicono "ma si, è tutto finto, è tutto un trucco" perchè il circo è la storia dei Greci, degli Assiri, delle corti del medioevo dove tutto si mescola e lo stesso gesto antico lo hanno fatto davanti a re Artù o a Gilgamesh o a mia nonna o a tua nonna. E il circo è come il mare che ci ricorda che tutto torna, che tutto si mescola e che alla fine tutti si bagnano e ridono e giocano e gioiscono delle stesse cose, noi che lo filmiamo con l'iPhone e lo mettiamo su youtube o mia nonna che non ce lo aveva youtube e lo raccontava a mia mamma davanti al camino.

E ogni tanto ci vuole questa cosa che ti portano al circo per vedere se sei ancora vivo, se dentro di te vibra sempre quella cosa che non sai come si chiama ma che ci rende tutti simili, e che forse si chiama umanità. Ed io ci sono stato e vi volevo dire che se ci sono degli acrobati, dei giocolieri, mollate tutto e andate a vederli per capire se siete ancora vivi, e volevo anche dire grazie a questi miei amici che mi hanno fatto questo regalo bello bello.

Grazie

Il rospo in gola


Un altro colpo di tosse. E' come se avessi qualcosa in gola che non riesce ad uscire. Per questo mi accendo un'altra sigaretta e un'altra e un'altra. Da quando ho ricominciato a fumare l'ho notato subito. Se fumo poco non succede niente, ma appena fumo un po' di più sento come qualcosa subito dietro l'ugola, qualcosa di viscido, che preme, che tappa. Io lo chiamo il rospo che rende bene l'idea. Mi fa compagnia il rospo mentre passeggio sulla riva del fiume.

Io ci venivo a pescare qui quando ero bambino, con mio fratello. Avevamo due piccole canne da pesca ed un'attrezzatura da poche lire che tenevamo come una reliquia. Passavamo le ore a costruire lenze ad immaginare di prendere il pesce più grande e poi la domenica andavamo al fiume, tra le pantegane e le mosche. Mai preso niente. Non capivo. Ora capisco che il bello non era mica prendere i pesci ma prepararsi alla pesca. 

Ma i preparativi prima o poi finiscono. Lo penso mentre cammino sulla riva del fiume, ogni mattina. E penso che non è mica normale che uno a cinquant'anni cammini la mattina sulla riva del fiume. A cinquant'anni si lavora, si prende uno stipendio si fanno dei programmi per le vacanze, si esce a cena con gli amici. Ma io non ho un lavoro da sette anni, sono troppo vecchio per trovare un lavoro da apprendista e troppo giovane per andare in pensione. E quando ci penso mi sento qualcosa dentro, una cosa fredda e nera che vuole venire fuori e che mi fa tossire. Ed ho paura perché sento che succederà qualcosa di brutto sulla riva di questo fiume se esce fuori.

Allora mi accendo un'altra sigaretta ed un'altra ed un'altra finché non viene fuori questo rospo in gola che mi fa da tappo e in fondo anche un po' da compagnia a me e alla mia anima nera che vuole uscire, in queste mattine d'inverno lungo la riva del fiume.

Nuove idee imprenditoriali - curarsi con la medicina alternativa

E' proprio nei momenti di crisi che i veri imprenditori tirano fuori le idee più innovative. Ed io che l'impresa ce l'ho nel cuore (e anche più in basso), non potevo certo tirarmi indietro.
Quindi eccomi qui con l'idea destinata a rivoluzionare la medicina del secolo e che condivido con voi contando sulla vostra proverbiale discrezione. Come in tutte le cose mi è venuta così, per caso, mescolando no au (know how), tradizione e voglia di uscire dalle sfighe quotidiane. E questi ingredienti io ce li ho tutti!!

Sfiga quotidiana: causa stress ed altro infatti mi è venuto alla mano un giradito, una di quelle fastidiose infezioni intorno all'unghia.
Tradizione: anni fa io avevo una zia che curava giradito, orziaioli e verruche segnandole (segno della croce) con la fede
Innovazione: e qui entra in gioco l'idea rivoluzionaria e l'indiscutibile know how che rappresenta una barriera insormontabile per i competitor.

Io non li curo più segnandoli con la fede: io li curo A MOCCOLI!

Come tutte le grandi scoperte tutto è successo per caso. Al pranzo di Natale l'anziana e pia bisnonna ti stringe forte la mano (proprio dove ti fa male) dicendoti "TANTI AUGURI SIMO' " e zac, parte il bestemmione (nonna=stauta di sale)! Al tavolo il bimbo vuole prenderti i carciofi fritti (bastardo!) e inavvertitamente (inavvertitamente un cazzo, lo fa a posta!) ti graffia proprio il giradito. E via, altro moccolo. E di moccolo in moccolo mi sono accorto che stavo guarendo e mi è tornata in mente l'anziana zia che segnava gli orzaioli e mi sono detto " e vai, grande imprenditore!!".
Perchè io l'impresa ce l'ho nel sangue e nel cuore.
E anche più in basso!

Il film della befana - Midnight In Paris

Visto che ho deciso di dedicare il 2012 alla tolleranza e all'accettazione del prossimo faccio una premessa: non vi piacciono il cinema, l'arte e la lettura? Sparatevi.

Per i sopravvissuti che invece amano la lettura, il cinema e l'arte,  e magari Woody Allen, amate un po' anche voi stessi e fatevi un regalo per la befana: andate a vedere "Midnight In Paris". E' una commedia divertente, leggera, delicata, ispiratrice. Con tutti i pittori, i registi e gli scrittori che abbiamo amato. E forse non li abbiamo amati con tutta l'intensità, il coraggio e la sfrontatezza che meritavano.

Ma tranquilli, ci pensa Hemingway a ricordarcelo!